Le imbarcazioni a vela [lien ?], storicamente utilizzate per il trasporto di merci, posta e passeggeri — oltre che per la guerra navale e la pesca — sono oggi principalmente destinate alla navigazione da diporto e alle competizioni sportive.

Lo sviluppo della vela sportiva ha contribuito in modo determinante all’evoluzione delle imbarcazioni e delle loro attrezzature. Materiali innovativi e nuove soluzioni progettuali hanno migliorato ogni componente (scafo, chiglia, alberi, vele e manovre), aumentando sensibilmente le prestazioni.

Di conseguenza, la forma delle vele si è evoluta, la velocità è aumentata e la manovrabilità è migliorata su tutte le tipologie di unità.

Le vele quadre

Le galee dei Fenici, seguite da quelle dei Greci e dei Romani, erano dotate di una singola vela quadra. In caso di vento contrario, la propulsione era integrata dalla forza dei remi.

I Vichinghi, le cui imbarcazioni (drakkar) erano anch’esse equipaggiate con vele quadre, introdussero la bolina, consentendo di orientare la vela lateralmente e migliorare la capacità di risalire il vento.

Nel tempo, i velieri a vele quadre [lien ?] si sono evoluti diventando più complessi, con più alberi e vele, ed alcuni di essi sono divenuti iconici per le loro imprese o per le caratteristiche costruttive.

La Duchesse Anne, con scafo in acciaio, rappresenta un esempio emblematico ed è l’ultimo veliero a tre alberi a vele quadre conservato in Francia. Su queste unità, gli alberi sono suddivisi in:

  • Albero di velaccino (parte superiore)
  • Albero di gabbia (parte intermedia)
  • Albero di base

Ciascuno è armato con vele quadre.

Nello stesso periodo, i brigantini a palo si distinguevano per avere due alberi a vele quadre e un albero a vela aurica (mezzana).

Le vele triangolari

Vela latina

La vela latina, di forma triangolare, compare nel XV secolo ed è tipica del Mediterraneo.

È armata su un’antenna lunga e sottile fissata a prua. Le mani di terzaroli sono parallele all’antenna e la vela non dispone di boma.

A causa della lunghezza e del peso dell’antenna, è generalmente utilizzata su imbarcazioni di piccole dimensioni e rende più complessa la manovra di riduzione.

Fu utilizzata sulle caravelle, tra cui la Pinta e la Niña, con cui Cristoforo Colombo raggiunse l’America nel 1492.

Nota: la vela “araba” è simile alla vela latina, ma con la punta superiore troncata; è diffusa su feluche e dhow.

Vela bermudiana

La vela bermudiana si distingue dalla vela Marconi per una testa più ampia.

L’inferitura è libera fino alla penna e l’albero, non controventato in sommità, deve superarla. La base non è necessariamente fissata lungo il boma.

Vela austronesiana

La vela austronesiana è una vela triangolare con il vertice rivolto verso il basso, che offre una grande superficie esposta al vento nella parte superiore.

È utilizzata su piccole imbarcazioni in regioni come il Sud-Est asiatico, il Pacifico meridionale e il Madagascar.

Le vele auriche

Le vele auriche sono vele quadrangolari asimmetriche fissate all’albero lungo uno dei loro lati (inferitura, base, balumina e picco). Si distinguono in tre categorie principali:

Vela a livarda

Priva di picco, è sostenuta da una livarda (asta diagonale). La tensione del sistema consente di regolare il profilo della vela.

Questa configurazione permette di ottenere una grande superficie velica su alberi relativamente corti.

Vela a picco

Posizionata a poppa dell’albero, ruota attorno ad esso grazie a un gancio di fissaggio. Il lato superiore è sostenuto dal picco, mentre la base può essere fissata a un boma o rimanere libera.

Nota: la vela houari è una variante con picco quasi verticale.

Vela al terzo

La vela è sostenuta da un’antenna inclinata, con la parte anteriore più bassa rispetto a quella posteriore. Il punto di fissaggio si trova generalmente a un terzo della lunghezza.

 

Breve lessico delle vele

Vele quadre

  • Velaccino (royal): piccola vela sopra il velaccino superiore
  • Velaccino (topgallant): vela alta sui velieri con più vele per albero
  • Gabbia (topsail): vela sopra la vela bassa
    • Gabbia di trinchetto
    • Gabbia maestra
  • Civada: vela sotto il bompresso
  • Controcivada: vela più piccola sotto il bompresso prolungato
  • Trinchetto: vela più bassa sull’albero di prua

 

Vele triangolari

  • Spinnaker: vela leggera per andature portanti
  • Fiocco: vela di prua intermedia
  • Controfiocco (flying jib): vela più avanzata sul bompresso
  • Genoa: vela sovrapposta di grande superficie
  • Fiocco di tempesta: vela piccola e piatta per maltempo
  • Solent: vela utilizzata di bolina
  • Trinchetta: versione ridotta del solent
  • Randa di mezzana (driver/spanker): vela di equilibrio a poppa
  • Trinchetto (contesto variabile)
  • Trisail: vela da tempesta che sostituisce la randa

 

Vele auriche

  • Brigantina: vela a picco sull’albero di poppa
  • Mezzana: vela principale sull’albero di mezzana

 

La varietà delle vele riflette secoli di evoluzione marittima, influenzata da esigenze operative, condizioni ambientali e innovazioni tecnologiche. Dalle vele quadre ai moderni sistemi aurici e bermudiani, ogni configurazione presenta vantaggi specifici in termini di prestazioni e manovrabilità.

La conoscenza delle diverse tipologie di vele è fondamentale per ottimizzare la navigazione e sfruttare appieno il potenziale di un’imbarcazione.

 

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