Definizione del paterazzo

A bordo di un’imbarcazione a vela con armo bermudiano, il paterazzo è un cavo teso tra la testa d’albero e lo specchio di poppa (tramite una landa solidale alla struttura del ponte). Nella configurazione semplice, esso “taglia” l’imbarcazione lungo il suo asse longitudinale; nella configurazione sdoppiata, è fissato alla testa d’albero e collegato ai due angoli dello specchio di poppa.

Si osservi che le imbarcazioni dotate di crocette acquartierate (swept spreaders) generalmente non sono provviste di paterazzo. Questa configurazione consente infatti di arretrare le sartie, garantendo il sostegno dell’albero senza necessità di un paterazzo.

Funzione e regolazione del paterazzo

Le prestazioni di un’imbarcazione a vela dipendono anche dalla regolazione ottimale del sartiame dormiente. Le regolazioni del paterazzo vengono effettuate con grande precisione prima della messa in mare (in particolare dopo il rimessaggio invernale) e/o in seguito a un disalberamento. Vengono poi affinate in navigazione, preferibilmente con mare calmo e vento leggero (inferiore a forza 3), e corrette all’occorrenza durante la rotta.

Una corretta regolazione del paterazzo rallenta l’usura dell’attrezzatura di coperta associata e contribuisce in modo determinante al mantenimento di elevati standard di sicurezza.

Il paterazzo viene tensionato per indurre una flessione dell’albero, modificando al contempo la tensione dello strallo di prua del genoa. Quanto più il paterazzo è cazzato, tanto maggiore sarà la tensione sullo strallo. Nella navigazione di bolina, quando lo strallo del genoa mostra segni di inflessione sotto la pressione della vela, è necessario intervenire sul paterazzo in senso opposto, cazzandolo.

Questa azione provoca la curvatura dell’albero, riduce la distanza tra punto di scotta e penna, diminuisce la tensione della balumina e apre (torce) la parte alta della randa, migliorando così le prestazioni complessive.

La regolazione è generalmente facilitata da un sistema di paranco di complessità variabile. Un paranco a sei rinvii (in cavo o cima) è tipico delle piccole unità da crociera con paterazzo semplice, mentre imbarcazioni più grandi e orientate alla performance, dotate di paterazzo sdoppiato (a “forcella”), utilizzano sistemi più complessi con ulteriori rinvii su pulegge aggiuntive.

Queste regolazioni generano un effetto a catena: aumentando la tensione del paterazzo, la testa d’albero viene tirata verso poppa mentre la sezione centrale viene spinta in avanti. Lo strallo si irrigidisce, modificando il profilo della vela: la parte centrale si appiattisce e la balumina si apre nella zona alta. Il paterazzo consente quindi un controllo preciso del flusso d’aria nella parte superiore della randa.

Queste regolazioni sono determinanti quando si ricerca una vela depotenziata, capace di deviare il vento senza trattenerlo, con il paterazzo che garantisce il controllo del flusso aerodinamico.

Nota: è essenziale lascare il paterazzo all’ancora o in porto per evitare tensioni inutili sul sartiame.

A cosa servono le volanti?

Su un armo con crocette dritte, le volanti lavorano in coppia. Quando sono fissate in prossimità dell’asse longitudinale dell’imbarcazione, contribuiscono alla stabilità longitudinale dell’albero. Negli armi in testa d’albero, la loro funzione è spesso associata allo strallo di trinchetta.

Sono indispensabili sugli armi frazionati e devono essere regolate in modo tale che la volante al vento sia costantemente in tensione, mentre quella sottovento sia lascata (prestando particolare attenzione alla posizione del boma e alla gestione della vela).

Le volanti si distinguono in due categorie:

  • Volanti alte, fissate in prossimità dell’attacco dello strallo in testa d’albero
  • Volanti basse, fissate tra il punto di mura del boma (trozza) e l’attacco dello strallo

Queste ultime stabilizzano l’albero evitando flessioni incontrollate che potrebbero generare un effetto di “pompaggio” sulla vela.

Paterazzo o volanti: perché scegliere?

Nella pratica, la regolazione del sartiame di un’imbarcazione coinvolge frequentemente e simultaneamente sia il paterazzo sia le volanti. Piuttosto che scegliere tra i due, è generalmente più efficace utilizzarli congiuntamente quando l’armo lo consente.

Di norma, volanti e paterazzo vengono regolati dopo gli stralli e gli altri elementi del sartiame. Per evitare un’eccessiva tensione sulla drizza del genoa, è fondamentale che lo strallo sia correttamente in tensione al momento dell’issata, il che implica che paterazzo e volanti siano già regolati.

Durante la navigazione, il controllo dell’assetto longitudinale dell’albero è essenziale. Se il piede d’albero è correttamente posizionato sul ponte, questo equilibrio deriva dall’azione combinata di strallo/paterazzo, strallo di trinchetta/volanti e dalla tensione delle sartie.

Ancora una volta, paterazzo e volanti operano in modo complementare: le loro funzioni sono interdipendenti e il loro utilizzo congiunto rende priva di fondamento qualsiasi scelta esclusiva o soppressione dell’uno a favore dell’altro.

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