Per navigare correttamente, la randa deve essere regolata in modo preciso. È una condizione essenziale affinché l’imbarcazione raggiunga le sue prestazioni ottimali in termini di equilibrio e potenza, indipendentemente dallo stato del mare, dall’intensità e direzione del vento, dalla rotta e dall’andatura.
Su una randa, quanto più il grasso è pronunciato e arretrato rispetto all’influenza dell’albero, tanto maggiore sarà la forza generata e quindi la potenza disponibile.
Nota: potenza non è necessariamente sinonimo di velocità.
Issare la randa
La randa deve essere issata di bolina, in modo da ridurre al minimo — o annullare — la pressione esercitata sulla superficie velica.
Sulle imbarcazioni più piccole, questa manovra può essere effettuata manualmente, mentre su yacht di dimensioni maggiori viene eseguita con l’ausilio di un winch.
Una volta issata la randa, alcune regolazioni risultano determinanti:
- drizza,
- scotta e carrello della randa,
- vang (o tesabase del boma),
- cunningham,
- paterazzo,
- posizione del carrello, ecc.
Questi parametri sono strettamente interdipendenti: una regolazione imprecisa può causare eccessivo sbandamento e un timone orziero.
Regolazione della randa con vento leggero (fino a 10 nodi)
Per ottenere il massimo della potenza con vento debole, il grasso deve essere posizionato al centro — o leggermente arretrato — tra inferitura e balumina.
Per raggiungere questo assetto:
- la drizza non deve essere eccessivamente tesa;
- il cunningham rimane lasco, appena sufficiente a eliminare le pieghe orizzontali;
- il vang è leggermente in tensione, senza appiattire la vela;
- il tesabase e il paterazzo sono mantenuti al minimo;
- il carrello è leggermente portato al vento per chiudere la balumina;
- la scotta è leggermente lascata.
Verifica:
- la stecca superiore è parallela (o quasi) al boma;
- il mostravento superiore è allineato;
- il timone è equilibrato (angolo circa 2–3°).
Regolazione della randa con vento medio (10–15 nodi)
Con l’aumento del vento, è necessario ridurre la potenza per migliorare l’angolo di bolina e la velocità. Il grasso deve essere posizionato vicino al centro della vela.
Per ottenere questo risultato:
- aumentare la tensione di drizza e cunningham;
- ridurre la profondità della vela;
- la parte superiore della balumina si apre leggermente, favorendo il twist;
- il vang contribuisce ad appiattire la parte bassa della vela;
- il tesabase mantiene il grasso centrato;
Il paterazzo induce la curvatura dell’albero:
- la testa dell’albero arretra, aprendo la balumina superiore;
- la parte centrale avanza, appiattendo la vela e spostando il grasso.
Il carrello viene riportato verso il centro, aumentando il twist, mentre la scotta è regolata affinché i boma sia in asse con l’imbarcazione.
Verifica:
- la stecca superiore resta quasi parallela alla boma;
- il filetto superiore è parzialmente allineato (metà visibile, metà nascosta);
- gli altri filetti sono quasi orizzontali;
- il timone resta equilibrato con un angolo leggermente superiore rispetto al vento leggero.
Regolazione della randa con vento forte (15–25 nodi)
In condizioni sostenute, è consigliabile prendere uno o due terzaroli.
Le regolazioni prevedono:
- tensione massima su drizza, cunningham, paterazzo e tesabase;
- forte apertura della balumina superiore per aumentare il twist;
- appiattimento generale della vela per ridurre la potenza.
Il vang esercita una trazione verso il basso sul boma, contribuendo ad appiattire la vela, mentre il paterazzo mantiene la curvatura dell’albero e riduce il grasso.
La scotta, leggermente lascata, segue il carrello per rendere l’imbarcazione meno orziera.
Verifica:
- l’angolo della stecca superiore supera leggermente quello del boma rispetto all’asse dell’imbarcazione;
- il filetto superiore è ben allineato;
- tutti i filetti sono orizzontali;
- il timone diventa più “carico”, con un angolo compreso tra 5° e 7°.
