Il cabestano: ieri

Storicamente, il cabestano era un tamburo in legno ad asse verticale nel quale venivano inserite delle stanghe (leve), attorno al quale si avvolgeva una cima. Queste stanghe—leve amovibili utilizzate per far ruotare il cabestano—presentavano un’estremità quadrata o rettangolare che si inseriva negli incavi dell’asse verticale. L’altra estremità, più arrotondata e affusolata, consentiva una presa salda da parte dei marinai durante l’utilizzo.

Questo sistema permetteva di moltiplicare la forza applicata, rendendola sufficiente per virare cavi di grosso diametro, salpare un’ancora o issare vele e alberature, anche per carichi di diverse tonnellate. Il lavoro al cabestano, interamente manuale, era estremamente faticoso e pericoloso (in assenza di qualsiasi dispositivo di sicurezza). Non era raro che i marinai cantassero durante l’operazione, esprimendo fatica e tensione; i testi, spesso irriverenti nei confronti della gerarchia, erano tollerati in considerazione della durezza del lavoro.

Il cabestano: oggi

Nella nautica da diporto moderna, il cabestano si è evoluto in un verricello ad asse verticale, azionato da sistemi idraulici o elettrici. La parte esterna rotante attorno alla quale si avvolge la cima è denominata campana.

Per estensione, il nodo parlato è spesso indicato come “nodo di cabestano”, in quanto utilizzato per assicurare un’imbarcazione a un anello, a un palo o a una bitta. Il termine “cabestano” è inoltre impiegato, in contesti specifici, anche per designare alcune unità navali ad alta velocità, sebbene tale accezione sia secondaria.

L’utilità del cabestano

Il cabestano serve ad avvolgere o filare una cima attorno a un asse verticale, mediante forza manuale, elettrica o idraulica. I cabestani elettrici e idraulici possono essere comandati a distanza tramite telecomandi o pannelli di controllo.

Originariamente, il cabestano trovava impiego soprattutto a bordo di imbarcazioni per le quali le operazioni manuali di ormeggio risultavano difficoltose a causa del peso—come nel caso di yacht e superyacht. Oggi è considerato anche un elemento di comfort e assistenza alle manovre, ed è sempre più installato su imbarcazioni da diporto di dimensioni ridotte, sia a motore sia a vela.

Cabestano idraulico o elettrico: come scegliere

Due criteri fondamentali devono guidare la scelta di un cabestano:

  • l’ingombro, che deve considerare sia lo spazio occupato dal dispositivo sia quello necessario per il motore e il meccanismo sottostante;
  • la potenza, che deve essere determinata principalmente in funzione del dislocamento e delle esigenze operative dell’imbarcazione.

Segue la scelta del sistema di azionamento: idraulico o elettrico. Nel caso di un cabestano idraulico, qualora l’imbarcazione non sia già dotata di un circuito idraulico, sarà necessario prevederne l’installazione, operazione che richiede competenze tecniche specifiche o l’intervento di professionisti qualificati.

Tipologie specifiche di cabestano

Il verricello d’ancora (salpa-ancora)
Il verricello funziona secondo lo stesso principio del cabestano, ma è specificamente progettato per la gestione dell’ancora. È dimensionato in base all’ancora e alla linea di ancoraggio ed è generalmente composto da:

  • un sistema di trazione verticale o orizzontale;
  • un barbotin, sagomato secondo le maglie della catena, che consente di guidare e bloccare la catena facilitando il passaggio tra catena e cima;
  • una ruota dentata (wildcat) per l’ingaggio della catena;
  • una campana, utilizzata per recuperare la parte in cima della linea di ancoraggio. Questa può anche essere impiegata come verricello per assistere un membro dell’equipaggio nella salita sull’albero o per tesare una cima d’ormeggio.

 

Il cabestano d’ormeggio

Il cabestano d’ormeggio è utilizzato per le operazioni di attracco in porto o lungo banchina. Svolge una funzione analoga a quella di un verricello d’ormeggio, ma può essere impiegato anche nelle operazioni di ancoraggio.

Sulle unità di grandi dimensioni, i cavi d’ormeggio sono spesso realizzati in acciaio, mentre sulle imbarcazioni di piccole e medie dimensioni si utilizzano prevalentemente fibre sintetiche. I cabestani d’ormeggio sono progettati in funzione del tipo di nave e delle condizioni operative.

L’elemento fisso di coperta utilizzato per fissare la cima d’ormeggio è denominato bitta. Può essere a una o due colonne, a seconda della dimensione e del dislocamento dell’imbarcazione da ormeggiare.

 

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