Definizione di cutter

Il cutter è un’imbarcazione a vela veloce, la cui manovrabilità è notevolmente facilitata dal frazionamento del piano velico. L’unico albero è generalmente armato con una randa aurica (cutter  aurico), sormontata da una vela di gabbia e sostenuta dal boma alla base dell’albero. A prua dell’albero sono presenti almeno due vele: una trinchetta e un fiocco.

La trinchetta è una vela aggiuntiva inferita su un proprio strallo, situata tra l’albero e il fiocco. È sempre la vela più vicina all’albero e, in condizioni di maltempo, può essere manovrata anche dall’interno di una timoneria chiusa.

Il fiocco è inferito sullo strallo di prua lungo il quale scorre per essere issato o ammainato. Contribuisce in modo significativo alla propulsione e svolge un ruolo essenziale nelle manovre, in particolare nella virata controvento. Di forma triangolare, ha una superficie intermedia tra quella di una tormentina e quella di un genoa (più grande). Il cutter è particolarmente adatto alla crociera, pur offrendo buone prestazioni anche in regata, come dimostrato dal Pen Duick di Éric Tabarly.

Varianti del cutter in funzione dell’armo velico

Il cutter può essere classificato in base alla configurazione delle vele:

  • Cutter con velaccio: una randa, una vela di gabbia, un velaccio, un fiocco e una trinchetta
  • Cutter houari (aurico a picco alto): una randa con picco inclinato oltre 45°, un fiocco e una trinchetta
  • Cutter classico (aurico): una randa con picco inclinato meno di 45°, un fiocco e una trinchetta
  • Cutter bermudiano (o Marconi): una randa triangolare, un fiocco e una trinchetta

Nota: la vela di gabbia è la vela situata sopra una randa aurica

Il cutter moderno: utilità e vantaggi

Il cutter moderno è generalmente di tipo bermudiano, con una randa triangolare su albero unico, accompagnata da un fiocco e una trinchetta, ciascuno inferito su uno strallo indipendente e fissato a un bompresso o a punti di attacco sul ponte.

Questa configurazione è particolarmente diffusa sugli yacht di medie e grandi dimensioni, poiché consente di suddividere la superficie velica in elementi più gestibili. Ciò facilita notevolmente le manovre e aumenta la sicurezza, soprattutto in condizioni meteorologiche avverse.

Uno dei principali vantaggi del cutter è la sua adattabilità al maltempo. È possibile ridurre progressivamente la velatura: avvolgere il genoa o il fiocco e utilizzare la trinchetta o la tormentina, montate su stralli indipendenti dotati di sistemi avvolgitori.

In caso di vento forte e mare formato, è prassi ridurre la randa (due o tre mani di terzaroli), ammainare il fiocco e issare la trinchetta, passando così da una configurazione “tutto a riva” a una configurazione da cattivo tempo.

Esempi di cutter di rilievo

  • Pen Duick, lo yacht iconico di Éric Tabarly, fu la prima imbarcazione che lo fece sognare fin dall’età di sette anni e sulla quale scomparve nel 1998. Restaurato e rimesso in acqua nel 1959, Pen Duick era un cutter  aurico classico dotato di trinchetta, fiocco e un’ulteriore vela di prua.
  • Le Renard, cutter di circa 70 tonnellate, fu armato dal celebre corsaro Robert Surcouf. Era equipaggiato con quattro cannoni e dieci carronate, con un equipaggio di 46 uomini di diverse nazionalità.
  • L’Oiseau de Feu, originariamente denominato Firebird X, fu costruito nel 1937 dal cantiere Camper & Nicholson. Ribattezzato nel 1973 e classificato come monumento storico nel 1992, questo cutter  fu riarmato nel 1989 dall’architetto navale Guy Ribadeau-Dumas, adottando un piano velico più slanciato con circa 250 m² di superficie al vento e 550 m² alle portanti.

Il cutter rappresenta ancora oggi una configurazione di riferimento nell’architettura navale a vela, offrendo un equilibrio ottimale tra prestazioni, versatilità e sicurezza, particolarmente adatto alla navigazione d’altura.

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