Indipendentemente dal tipo di unità — imbarcazioni a motore, a vela, monoscafi o multiscafi — è fondamentale che lo scafo sia mantenuto in condizioni ottimali. Anche con una manutenzione accurata, nel tempo possono comparire scheggiature, crepe e graffi.

La riparazione può essere affidata a professionisti specializzati o rientrare nei programmi di manutenzione (ad esempio nel caso di unità a noleggio). Tuttavia, qualora si intenda intervenire autonomamente, i seguenti consigli operativi forniscono un riferimento tecnico affidabile.

  1. Riparare crepe o scheggiature di piccole dimensioni sullo scafo

Per danni superficiali di lieve entità, è consigliato l’utilizzo di un gelcoat di riparazione,  pronto per l’uso oppure da preparare, che viene applicato con pennello o spatola.

Successivamente, è necessario applicare un gelcoat di finitura contenente paraffina, che consente la corretta polimerizzazione dello strato sottostante. La superficie deve essere lisciata con un film di Terphane, da rimuovere prima della fase di carteggiatura.

Il gelcoat è disponibile in diverse colorazioni, ma può anche essere pigmentato per adattarsi perfettamente alla tinta dello scafo.

  1. Scegliere i prodotti più adatti per la riparazione

La scelta della resina dipende dalla posizione dell’intervento:

  • Al di sopra della linea di galleggiamento: utilizzare una resina poliestere, con aggiunta di accelerante e catalizzatore
  • Al di sotto della linea di galleggiamento: utilizzare una resina epossidica con indurente (attenzione ai tempi rapidi di indurimento)

La vetroresina viene utilizzata come rinforzo per aumentare la rigidità strutturale:

  • Fibra tessuta: indicata per superfici piane
  • Fibra di vetro tipo Mat (chopped strand mat): ideale per creare spessore e lavorare su superfici curve
  1. Crepe, microfessurazioni e degrado superficiale

Con il tempo, lo scafo può presentare fenomeni di microfessurazione e diventare poroso. In tali casi, la lucidatura non è più sufficiente ed è necessario procedere con la verniciatura.

La preparazione del supporto è una fase determinante e incide per oltre l’80% sul risultato finale.

Per scafi in gelcoat, la procedura standard prevede:

  • Pulizia
  • Sgrassaggio
  • Carteggiatura fine (grana 320)
  • Rimozione delle polveri residue

Le modalità operative variano in funzione del materiale dello scafo:

  • Scafi in acciaio o alluminio:
    • In buono stato: seguire la procedura standard
    • In cattivo stato: riportare a metallo nudo tramite decapaggio, molatura o sabbiatura
  • Alluminio: la sabbiatura rappresenta la soluzione più efficace
  • Scafi in legno: rimuovere la vecchia vernice mediante raschiatura o trattamento termico, quindi applicare un protettivo contro muffe e marcescenza

Infine, proteggere le aree non interessate dalla verniciatura e l’attrezzatura di coperta.

  1. Verniciare lo scafo con smalti nautici

Le vernici marine si suddividono in due categorie principali:

  • Monocomponenti (acriliche o alchidiche):
    • Buona adesione
    • Resistenza moderata
  • Bicomponenti (poliuretaniche con indurente):
    • Finitura di alta qualità
    • Elevata resistenza agli agenti atmosferici e all’ambiente marino

Nota: gli scafi in legno (a fasciame semplice o a clinker) devono essere trattati con prodotti monocomponenti.

Le condizioni di applicazione sono determinanti:

  • Assenza di vento (per evitare contaminazioni da polveri)
  • Bassa umidità
  • Temperatura moderata
  • Ambiente controllato, ove possibile

Utilizzare strumenti adeguati: pennelli larghi, rulli a poro fine, tamponi per la finitura o pistola a spruzzo, se utilizzata da personale esperto.

  1. Antivegetativa: protezione indispensabile sotto la linea di galleggiamento

L’antivegetativa è una vernice contenente biocidi (Regolamento UE n. 528/2012), progettata per prevenire l’adesione di alghe e organismi marini.

Per le parti immerse dello scafo, si distinguono due principali tipologie:

  • Antivegetativa autolevigante (erodibile): ideale per imbarcazioni veloci
  • Antivegetativa a matrice dura: elevata resistenza grazie a resine insolubili
  1. Stratificazione: fibra di vetro tipo mat o tessuto (roving)?

La scelta del rinforzo dipende dall’area da riparare:

  • Fibra di vetro tipo mat: fibre corte disposte casualmente e legate tra loro
  • Tessuto di vetro (roving): fibre intrecciate, da utilizzare generalmente in combinazione con il mat
  • Materiali compositi: combinazione di mat e roving su due facce
  1. Foratura dello scafo durante le riparazioni

Per materiali compositi:

  • Fori di piccolo diametro: utilizzare una punta per metallo e svasare il foro prima dell’inserimento della vite
  • Fori di grande diametro: utilizzare una sega a tazza
  • Aperture di grandi dimensioni: utilizzare un seghetto alternativo, previa realizzazione di fori guida
  • Tenuta stagna: applicare un sigillante marino specifico (ad esempio prodotti Sika Marine)

È indispensabile indossare dispositivi di protezione individuale: maschera, occhiali e guanti.

Nota importante: in presenza di polvere gialla durante la foratura (Kevlar/aramide), procedere in senso inverso per evitare il bloccaggio della punta.

 

La riparazione dello scafo richiede rigore tecnico, conoscenza dei materiali e rispetto delle procedure. Che si tratti di interventi superficiali o strutturali, l’adozione delle corrette pratiche garantisce sicurezza, durabilità e prestazioni nel tempo.

Per interventi complessi o unità di alto valore, è fortemente raccomandato il ricorso a professionisti qualificati del settore nautico.

 

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